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Giulia(Mrs.potatronica)

 
 
Salve Williny oggi vi presentiamo, la grande e unica Mrs.Potatronica nerd a 360°, Cosplayer e scrittrice per una redazione online. Vi ho incuriosito? No?…beh se non leggete cosa ha dire non sapete cosa vi perdete
 
 
 
 
 
 
 

 
 
GiuliaPrego si accomodi e si presenti ai lettori
 
Salve! Sono Mrs.Potatronica e il mio nome all’anagrafe è Giulia. Ho 28 anni e sono un’appassionata scrittrice e videogiocatrice. Beh, faccio anche cosplay, ma non mi considero così brava e ciò che faccio è per lo più all’insegna della semplicità. Faccio parte di una redazione online videoludica dove scrivo articoli e recensioni, in attesa di poter completare il mio primo romanzo e pubblicarlo al mondo. Chiedo scusa per eventuali errori, ma la stanchezza si fa sentire tra live, impegni quotidiani e corse frenetiche per finire tantissimi progetti in cui sono coinvolta. Ah sì, ho detto live? Giornalmente (tranne il fine settimana e qualche giorno speciale) faccio qualche oretta in live con alcuni follower assidui, dove porto make up cosplay. Ultimamente, però, ho iniziato a portare anche contenuti più complicati, come la costruzione di accessori cosplay in grado di completare il costume di un determinato personaggio. Prossimo obiettivo? Ricreare la maschera anti-gas di Ellie da The Last of Us – Parte 2.
 
 
Come nasce il tuo nome d’arte?
 
Nasce principalmente da MrsKawaiiPotato. C’è stato un periodo della mia vita dove sui social compariva sempre un bellissimo meme, dove venivano rappresentate due ragazze e una patata; rispettivamente erano: la ragazza carina della scuola, la ragazza popolare e poi quella che doveva essere la lettrice del meme. In quel caso: io. Ed era divertente, perché veramente mi sentivo come quel tubero disegnato che non era di chissà quale bellezza, ma era estremamente dolce. Non mi considero una persona né bella, né tantomeno dolce (nonostante ciò che viene detto da chi mi conosce), però sono solare e quella patata rosa lo sembrava allo stesso modo. Così, iniziarono a chiamarmi KawaiiPotato e finii per essere MrsKawaiiPotato quando alcuni amici si resero conto che potevo benissimo essere la moglie di MrPotato in Toy Story. Con il tempo si è leggermente trasformato, in quanto io stessa sono cambiata andando sempre più sui social, addentrandomi in un mondo più tecnologico e informatico rispetto a tantissimi anni fa. Quindi decisi di rimanere sulla stessa linea del vecchio nick (anche perché casca a fagiolo, essendomi sposata da poco) e di mettere il termine “Potato” in maniera più robotica, più adatto a un mondo come quello che stiamo vivendo tutti attualmente.
 
 
Interessante e buffo
 
Ho letto che hai tante passioni ma partiamo in ordine come nascono?
 
Da ciò che voglio fare; sono una persona che mette passione e dedizione in ogni cosa che fa, anche nelle cose più banali e le passioni nascono un po’ così, no? Mettendoci impegno e cuore. È anche vero che le mie passioni principali sono la scrittura e i videogiochi, entrambi nati quando ero una bambina alta come un soldo di cacio. Mia madre mi diceva sempre che prima di camminare, provavo a leggere e non un libro qualsiasi. Le mie attenzioni andavano tutte sui giornali cartacei, i classici quotidiani; li aprivo e, con estremo entusiasmo, iniziavo a blaterare versi raccontando ciò che c’era scritto. Ovviamente non capivo niente, ma andava bene così e quella stessa situazione, che all’epoca poteva essere considerata benissimo come un gioco infantile, si è maturata in una volontà vera e propria di scrivere io stessa gli articoli. Mi piacerebbe moltissimo diventare una giornalista videoludica, anche per abbattere certi stereotipi che ancora oggi, nel 2022, sono presenti nella società. E questo si collega alla mia seconda passione; i videogiochi sono stati per me un ottimo metodo di sfogo e mi hanno dato tantissimo su cui immaginare e divertirmi. Un po’ come con i libri, no? Però alla società questo non piaceva, additandomi come strana o scansafatiche. Nessuno sapeva (e non sa tutt’oggi) che esistono studi specifici in grado di dimostrare come il singolo videogiochi possa aiutare concretamente la persona e spero di raccontare più esperienze possibili per dare conoscenza e informazione dettagliata. Inoltre, mio nonno è stato il primo a sostenere i miei sogni e vorrei arrivare lontano per poter dire: “Guarda Nonno, ci sono riuscita… proprio come sognavi tu”. Mio nonno è scomparso nel 2014 e da quel momento ho sempre dato me stessa nel riuscire ad avverare anche solo un mio desiderio; spero di continuare su questa strada per ancora moltissimo tempo.
 
 
Mentre il cosplay?
 
Il cosplay nasce da ragazzina, quando iniziavano a esserci le prime fiere italiane. Non potevo andare in osti del genere per vari motivi e vedevo sempre queste persone, da lontano, vestite da personaggi che amavo da impazzire. Non ho desiderato subito di essere come loro, mi bastava guardarli per essere felice. Poi, però, ci fu un corso di recitazione alle medie; erano appuntamenti convenzionati con un teatro che si trovava lì vicino e ci insegnarono un sacco di tecniche, con la speranza di renderci meno timidi e più carichi per affrontare una vita senza pregiudizi ed essere sé stessi. All’epoca ero molto timida, estremamente, e quel momento fu molto importante per me. Capii che potevo essere chiunque io volessi e nessuno mi poteva dir niente a riguardo. Poi sì, ci sono stati bullismo e critiche nei miei confronti, ma sono andata avanti. Non mi bastava più vedere i cosplayer da lontano e sognare di essere come loro: spavaldi in mezzo alla folla, mostrando una passione fuori dal comune (parlando sempre di tempi andati). Volevo essere come loro e iniziai dal cosplay più difficile: Poppy da League of Legends. Non una skin qualsiasi, ma proprio con Lollipoppy e il suo martello gigante a forma di leccalecca. È stato divertente costruire l’arma e trovare i pezzi del cosplay, anche perché in giro non si trovavano guide e tutto avveniva tramite ingegno e astuzia. Inoltre non potevo spendere molto, quindi ricordo che optai per una cuccia tonda per cani come base, interno ripieno di giornali e ricoperto di carta e colla vinilica. Lavoro lungo che diede ovviamente i suoi buoni frutti. Non ringrazierò mai me stessa per aver deciso di intraprendere questo percorso; ho conosciuto tanta gente fantastica, ho vissuto esperienze che mi hanno fatto crescere e, cosa più importante, mi ha aiutato a essere me stessa sempre e in qualsiasi situazione.
 
 
Hai la foto di quel cosplay?
 
Ho di meglio: il collage delle tre versioni che ho portato. Certo, ci sarà una quarta versione in quanto il mio corpo è cambiato e quelle foto non mi rappresentano più, ma nel frattempo sono un bel modo per vedere l’evoluzione di un personaggio indossato attraverso il tempo. Ricordo ancora che portai il cosplay durante un Firenze Comics, non ricordo se prima o seconda edizione (era ancora all’interno di una discoteca) e non mi arrivò la parrucca per tempo. Persa nei meandri di sgabuzzini ricolmi di pacchi, optai per una parrucca decisamente fluo; ma non mi importava dell’accuratezza del personaggio, mi interessava più sorridere e ridere di ciò che stavo facendo. Tornai a casa con i lividi sulle spalle, talmente era pesante il martello.
 
 
Quali sono le fiere alle quali hai partecipato?
 
Ho partecipato a diverse fiere, specialmente in Toscana (da cui provengo). Firenze Comics e Ludicomix (Empoli) sono state le principali per alcuni anni, poi ho virato per la Festa dell’Unicorno a Vinci ed è in cima alle mie preferenze. Ho vissuto anche un Lucca Comics, ma decisamente non fa per me; vorrei godermi la fiera il più possibile con le persone al mio fianco e a Lucca non riesco come vorrei. Attualmente mi concentro nel partecipare al Torino Comics, essendo ormai vicino casa (mi sono definitivamente trasferita) e spero di vedere altre fiere in futuro.
 
 
Dal tuo primo cosplay ad oggi in cosa sei migliorata,ma soprattutto cosa ancora devi migliorare?
 
Cosa devo migliorare? Tutto; penso che non si finisca mai d’imparare e bisogna sempre migliorarsi in tutto. Sicuramente ho migliorato la parte del make up e dei cosplay in generale, ma anche le pose che faccio in foto sono decisamente migliori rispetto agli anni precedenti. Inoltre ho iniziato a cucire e a creare io stessa gli accessori; ok, utilizzo materiali di recupero o da riciclo, ma è pur sempre qualcosa e sinceramente ne vado fiera. Poca spesa per una resa abbastanza soddisfacente. Ciò che spero è anche di trovare persone che collaborino con me (fotografi in TF o a pagamento) per poter fotografare i miei impegni prima che sia “troppo tardi”. Mi spiego meglio: con la mia malattia e le medicine che prendo non ho un completo controllo sul peso e andrò sempre più a dimagrire. Ciò vuol dire che se io costruisco un cosplay in un mese, già il mese successivo rischia di starmi grande. Come è successo con Briar Rose da SinoAlice; acquistai il costume tantissimo tempo fa e non mi entrava per l’eccessivo peso. Lo riprovai settimane fa e mi stava decisamente largo. Per fortuna sono riuscita a farci un set e un altro è prenotato per l’inizio di aprile, dove potrò dare giustizia a quel cosplay prima di poterlo dare ufficialmente via. Questo vale un po’ per tutto, quindi spero di migliorare sotto questo lato, in modo da avere un ricordo concreto delle mie costruzioni come soddisfazione personale. Inoltre, aumenta l’autostima.
 
 
Mentre nel mondo cosplay cosa secondo te andrebbe migliorato?
 
Il rispetto. Vedo tantissimo flame in giro, anche per cose effimere, e spesso sfociano nella mancanza di rispetto reciproco. Inoltre, spero di vedere un maggior coinvolgimento delle persone in sovrappeso nei vari progetti cosplay come set fotografici o simili. È brutto quando si ha un cosplay che consideriamo speciale e non viene minimamente considerato, specialmente quando la persona si candida per poter essere scelta. Decisamente avvilente. Ok, fotografare qualcuno di bell’aspetto è sempre piacevole, ma esistono anche categorie completamente oscurate ed è giusto dare loro la soddisfazione che meritano. In questo modo miglioreranno anche nel cosplay, portando sempre novità e qualità personale.
E un consiglio a tutti: divertitevi senza avere troppi pensieri per la testa.
 
 
Cosa ne pensi del lewd?
 
Che non c’è niente di male; chi lo fa conosce il significato e di certo non si mette a fare cosplay o foto del genere senza consapevolezza. Ogni persona è libera di fare ciò che desidera, l’importante è non bloccare la libertà altrui. Inoltre, penso che spesso ci sia dietro un lavoro psicologico non indifferente e chiunque conosca, che porta contenuti del genere, ha affermato di aver avuto un incremento dell’autostima personale. Penso sia importante, visto che viviamo in una società che affligge qualsiasi cosa tu faccia.
 
 
Te lo faresti mai?
 
Potrei pensarci, perché no? Alla fine è comunque una forma d’arte e potrei avvicinarmici senza troppi problemi. Ovviamente parliamo di roba professionale e non da fare attualmente. Anche perché spesso sono rappresentazioni di fan art create da altri artisti, quindi la preparazione è comunque tanta e ci vuole una grandissima volontà. Potrebbe esserci qualcosa del genere nel mio futuro, chi lo sa? Mai dire mai; e, per fortuna, non ho un marito geloso e mi supporta nelle mie scelte. Direi che ho già il primo fan!
 
 
Quindi progetti per il futuro?
 
Al momento i progetti principali sono: Poppy Guardiana Stellare, Harley Quinn, Briar Rose, Ellie, Mei Honeydew e versione base, Suzie Q, Bean, Anna dai Capelli Rossi, 2B e Rose Quartz. La parte più difficile non è la progettazione di tutti questi cosplay, in realtà, ma di trovare qualcuno che voglia fotografare questi soggetti. Non è facile, perché anche se spesso si pagano le foto che verranno scattate, chi lavora decide se quello è un progetto interessante (cosa sacrosanta). E, purtroppo, non faccio quasi mai i cosplay del momento (come è accaduto mesi fa con i personaggi di Arcane). Vedremo; nel frattempo mi impegno sulla loro realizzazione.
 
 
Faresti mai dei set fotografici gratis?
 
Certamente, li ho già fatti. Aiutano a migliorarsi e penso sia una bellissima esperienza sia da parte del cosplayer, sia da parte del fotografo. Purtroppo a Torino non riesco a trovare fotografi in TF, ma a Firenze ne conosco tantissimi (addirittura esiste proprio un gruppo a loro dedicato) e sono veramente tutti fantastici. Peccato non poter scendere spesso e programmare qualche bel set.
 
 
Amatoriali, quindi un telefono oppure una fotocamera entry level o cerchi solo quelli professionali?
 
I set in TF che ho fatto fino ad oggi sono tutti con fotografi amatoriali con attrezzatura professionale; io li considero fotografi al 100%, assolutamente. Purtroppo, essendomi trasferita, non trovo nessuno (se non una ragazza gentilissima e non costa moltissimo, quindi non offre un servizio gratuito); quindi vedo di effettuare da me le varie foto con lo smartphone, cercando di usare luci, set e altri dettagli. Non sono il massimo, lo so anche io, ma meglio di niente…
 
 
In base a cosa scegli i personaggi da portare?
 
In base a molti aspetti, tra cui il carattere. Questo è l’elemento principale: se mi piace caratterialmente, lo porto. Non mi interessa dell’aspetto fisico, perché non siamo cartoni animati o opere digitali, quindi è normale non essere uguali al 100%. Però ammetto di preferire tantissimo i personaggi con le lentiggini, in quanto ne ho tantissime e non riesco a coprirle neanche con un fondotinta talmente coprente da nascondere i tatuaggi. Diventano solo più grigie e quindi opto spesso per personaggi che ne posseggono (come Anna dai capelli rossi, della serie Netflix). In generale, però, se mi attira è una buona cosa e va bene così. Come 2B: non penso di essere uguale a lei caratterialmente, però mi intriga e quindi eccomi fare il suo cosplay.
 
 
Quanto tempo impieghi nel realizzarli?
 
In realtà dipende dal personaggio e dalla mia voglia di creare qualcosa, perché ognuno di loro ha delle esigenze diverse e il mio interesse può varare in qualsiasi momento. Diciamo che per un cosplay semplice, un paio di giorni, mentre per qualcosa di più complesso con armi e armature o accessori strani, anche un mese o più. Tutto viene fatto a mano e ci vuole il suo tempo.
 
 
Per te il cosplay può essere terapeutico? Per esempio ti aiuta ad uscire dalla timidezza?
Assolutamente sì; fare cosplay vuol dire anche interpretare un personaggio e aiuta a uscire da un guscio. Spesso viene consigliato anche un corso teatrale in grado di aiutare con questa timidezza, ma altre volte viene proprio consigliato di fare cosplay e lanciarsi in questa splendida avventura.
 
 
Cosa ne pensi di chi ti ferma per una foto , chi riconosce il tuo personaggio?
 
Che fanno benissimo, tranne quando mangio per conto mio. Chi mi ferma per una foto (cosa accaduta una sola volta in vita mia), mi fa solo felice, specialmente chi riconosce il personaggio. È una gioia indescrivibile, perché vuol dire che hai fatto bene il tuo lavoro.
 
 
Dove ti possono seguire le persone?
 
Sono attiva principalmente su Instagram con l’account mrs.potatronica e su icrewplay.com (sito, account Facebook e Instagram) dove vengono pubblicati i miei articoli videoludici.
 
 
 
Mentre per icrewplay come è nato il.discorso?
 
Prima di loro facevo parte di un’altra redazione, ma non ha funzionato come avrei voluto. Pensai di non entrare più in luoghi di lavoro del genere, anche perché mi ritrovai con l’autostima talmente sotto terra che non pensavo di essere neanche lontanamente mediocre nella scrittura. Non ho nessun titolo di studio e ciò che mi muove è la semplice passione (con tanto studio dietro, ovviamente). Poi mi è apparso il loro post sponsorizzato in cui cercavano redattori ed è stato mio marito a spingermi nel mandare la candidatura. Non avevo molte speranze, alla fine c’erano persone più qualificate di me con pezzi di carta alla mano a dimostrazione di quanto avevano in corsi e scuole specializzate. Alla fine scelsero me; è più un hobby che un lavoro e mi va bene così. L’ambiente è bellissimo, i colleghi sono fantastici e ci aiutiamo moltissimo a vicenda nel migliorarci ogni giorno sempre di più.
 
 
Cosa vorresti dire a chi vorrebbe iniziare a fare cosplay?
 
Fate ciò che volete fare senza preoccuparvi del giudizio altrui; i giudizi, prima o poi, moriranno e la vita è una sola. Meglio fare qualcosa che ci piace senza dover dare spiegazioni a nessuno, piuttosto che vivere col rimorso di non aver fatto qualcosa che si desiderava tanto. Poi le nuove esperienze fanno sempre bene, quindi buttatevi e non abbiate paura dei continui flame che trovate nei gruppi vari su Facebook. Esistono tantissimi cosplayer pronti ad aiutarvi e che non vedono l’ora di stringere amicizia con voi.
 
 
Io ti ringrazio per il tempo concesso e spero che l’intervista sia stata di tuo gradimento
 
Ti ringrazio per l’opportunità ed è stata una piacevole conversazione. Spero possa essere d’aiuto a qualcuno, in grado di spingerlo ad iniziare questa passione comune ormai a molti.
 
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