Marta(Raphael capasanta)

Raphael capasanta

Quando pensi di aver visto tutto ecco che arriva la makeup-artist e cosplayer marta andiamo a leggere cosa ha da raccontarci

 

 

Benvenuta presentati per chi non ti conoscesse
Ciao, mi chiamo Marta, in arte Raphael Capasanta e sono cosplayer dal 2006

Da cosa deriva il tuo nome d’arte?
Capasanta nasce come cognome d’arte per quello che era il mio gruppo cosplay di quel periodo, liberamente ispirato alla famiglia Vongola da Hitman Reborn. Per quanto riguarda Raphael da uno degli arcangeli. Scelta un po’ eccentrica ma ormai lo sento mio.


Come hai iniziato a fare cosplay?
In realtà mi era venuta la malsana idea di andare in giro vestita da Castalia dei Cavalieri dello zodiaco prima ancora di sapere cosa fosse il cosplay. Non ero neanche mai stata a una fiera prima. Poi ho scoperto un po’ tutto questo mondo e ho portato per la prima volta un cosplay serio a una fumettopoli del dicembre 2006. Era Gaara da Naruto. E da lì non ho più smesso.

Hai la foto?
Credo di sì… aspetta che perlustro il magico mondo di internet
Molto rovinata ma eccola.


In base a cosa scegli i personaggi?
Di solito lascio che sia amore a prima vista. Prima di tutto deve essere il carattere dei personaggi a prendermi e la e poi valuto se le mie capacità di sartoria/costruttive e il physique du role sono all’altezza per rendere giustizia al personaggio che ho davanti.

Quanto tempo impieghi nella realizzazione di un costume?
Sono una di quei cosplayer a cui piace ridursi all’ultimo e che produce meglio sotto pressione. XD quindi direi ottimisticamente dalle 2 settimane ai 2 mesi al massimo.

Fiere preferite?
Cartoomics senza ombra di dubbio. Giro comunque sempre solo le fiere del milanese o Lucca comics.

Per te fare cosplay cosa significa?
Mi da la possibilità di esprimere quel lato creativo che altrimenti rimarrebbe sempre messo da parte. C’è un senso di realizzazione e libertà che si prova nell’indossare i panni di qualcun altro che è difficile da spiegare. E per me che studio anche recitazione è una performance artistica che non ha freno.

Secondo te è cambiato il cosplay da quando hai iniziato ad oggi?
Il mondo del cosplay in generale o come lo vivo io?

Tutte e due i punti di vista
Quando ho iniziato era ancora un mondo relativamente agli albori. Le aspettative erano più basse e qualsiasi cosplayer, qualsiasi fosse il risultato finale, era automaticamente la persona più figa del pianeta. Ovviamente a distanza di anni ci si aspetta ben altro. C’è un senso critico anche diverso nel giudicare chi hai davanti. E è normale. In una moltitudine di persone che si “travestono” è ovvio che si debba puntare a livelli più alti per avere un certo grado di “riconoscimento” e che molti finiscano per perdersi nel marasma. Per quel che mi riguarda ho raggiunto un’età che voglio solo fare personaggi che mi soddisfino a livello di realizzazione. Quindi ogni volta scegliere un personaggio che mi permetta di mettermi alla prova, sempre un pochino più difficile, che sia a livello di sartoria, accessori o make-up. I lavori ripetitivi mi annoiano. Devo avere la possibilità di fare qualcosa di nuovo. Sicuramente questo mi ha portato a realizzare un numero minore di cosplay rispetto al passato ma di cui sono molto più orgogliosa e per i quali ho magari più voglia di ritirarli fuori dall’armadio.

Le persone che non conoscono questo mondo lo considerano una carnevalata! Quale è invece la vera differenza tra cosplay e carnevale?

C’è un livello di ricerca e di dispendio di energie dietro neanche paragonabile. Se per un carnevale la cosa finisce al costume che mi metto addosso nel cosplay la cosa prosegue fino a diventare una vera performance recitativa. Tu non sei vestito da quel personaggio. Tu sei quel personaggio. E nei limiti della decenza dei portargli onore

Hai partecipato o hai mai pensato di partecipare ad una gara cosplay?
Non regolarmente ma ho partecipato qualche volta sopratutto con un gruppo di amici con cui faccio cosplay in questo periodo. Da sola no.


Cosa vorresti consigliare a chi vorrebbe iniziare a fare cosplay?
Scegliere qualcosa che li appassiona al 100%. Non avere paura di sbagliare e di chiedere. È un processo di apprendimento che non finisce mai.

Secondo te è terapeutico?


Assolutamente. Anche quando sembra che tutto vada a rotoli so che mi rimetto alla macchina da cucire e è come prendermi cura di me stessa. Il giorno che finalmente il mio cosplay arriva a compimento e ne vesto i panni so che ogni cosa torna al suo posto.

Dove ti può seguire la gente?

Su Fb o su Instagram sotto Raphael_Capasanta

Progetti per il futuro?
Ho in preproduzione un cosplay di Trixie Mattel e poi mi piacerebbe prendere di nuovo in mano qualche personaggio da Una serie di sfortunati eventi. E poi chissà. Sono una che preferisce avere il colpo di fulmine piuttosto che progetti a lungo termine.

Ok io ti ringrazio vuoi aggiungere altro?
No direi che è tutto ^^

Ti ringrazio per il tempo dedicato e spero che l’intervista sia stata di tuo gradimento
Grazie a te è stato un piacere ^^