Sara ( Draghettona)

Oggi cari lettori vi presentiamo Sara, una ragazza che da adolescente ne ha subite tante, si è sentita insicura del suo corpo e ciò non le ha permesso di essere come ha sempre voluto.Ma un giorno qualcosa in lei cambiò..continuate a leggerla per scoprirlo

 

 

 

 

 

 

Benvenuta, presentati ai lettori


Salve, mi chiamo Sara, e ho 29 anni.
Faccio, fra le altre cose, la modella, da quasi undici anni.
Sono sempre stata una persona esibizionista: durante l’adolescenza, mi scattavo dei selfie per conoscere meglio me stessa attraverso il mio aspetto, e questa cosa non è mai cambiata.
Pare strano da dire, ma mi vedevo brutta, talmente brutta che avrei potuto sedurre un uomo solo con cultura e simpatia.
Ero reduce da anni di bullismo alle medie, per via del mio peso, e la mia autostima era a terra.
Finché, durante un viaggio in Austria, uno della compagnia non mi trucco’, mi portò davanti a uno specchio, e mi mostrò che aspetto avessi avessi realmente, sepolto sotto la sfiducia verso me stessa.
In seguito, danzare con l’obiettivo è diventata la mia occasione di riscoprirmi, e dire al mondo che ho preso possesso di me.
Ho iniziato a posare successivamente, e alla mia voglia di conoscermi tramite lo sguardo altrui, si mischiarono il mio interesse per la bellezza e l’arte in tutte le sue forme. Da qui, il mio interesse el raccontare una storia con le mie fotografie, come ho già detto in precedenza nella speranza di fare del bene ad altre ragazze insicure come me. Combatto una battaglia da quando avevo diciassette anni.
Una battaglia con me stessa.
Non per distruggermi, ma per salvarmi.
Ho passato la mia adolescenza vestendomi sempre con gli stessi felponi, gli occhiali da sfigatella, il taglio corto “comodo”.
Mi guardavo allo specchio e pensavo di essere brutta, talmente brutta che avrei potuto sedurre un uomo, (un nerdone come me, in pratica) solamente con l’intelligenza, e battute di spirito.
Avevo qualche amico, ma i migliori rimanevano sempre i libri, gli anime, i manga, in cui mi rifugiavo per scappare dalla mediocrità delle mie ali tarpate.

Come nasce il Nick draghettona?
Ricordo che il nickname DRAGHETTONA è nato da un uomo che sentivo in chat, di cui ero innamoratissima.
Io non gli volevo mandare mie fotografie perchè “Davvero, Cristian, sono un cesso”.
E lui, sapete cosa mi aveva detto? “Ma non può essere brutta una ragazza che ama i draghi e porta una sesta di seno. Sei una DRAGHETTONA! Una Draghetta Tettona!”

Quindi l’inizio del tuo percorso da dove nasce sostanzialmente?

 

 

Possiamo dire da qurdtabfoto, che vi pubblico qui, è che è un grossissimo simbolo per me.
E’ stata scattata un pomeriggio a Salisburgo. C’era nella compagnia con cui avevo viaggiato un ragazzo parrucchiere: uno di quei fighi della madonna, curatissimo e stilosissimo, il sogno di ogni giovane donzella. Passava diverso tempo nella stanza con noi ragazze, non per provarci quando per amicizia e per scambiarsi confidenze.
Spesso restava con noi anche quando ci preparavamo per uscire, e gli chiedevamo consigli su abiti e trucco.
O almeno, le altre, perchè io partivo dal presupposto di essere un cesso e non sarebbe importato il mio abbigliamento.
E non ricordo come sia iniziata.
Cosa sia scattato.
Fattostà che un pomeriggio si è messo a truccarmi.
Ha preso il gel e mi ha acconciato i capelli, che io semplicemente ero solita spazzolare.
E quando ha finito mi ha messa davanti allo specchio.
“Vedi che se non ti conci come una deficiente fai la tua figura?!”

Questa quindi è una foto di quel pomeriggio, dove IO ho chiesto se potevano farmela perchè volevo ricordarmela. Seduta sull’erba, in un parco, intorno a noi un matrimonio lesbico un po’ hippy, in un tripudio di amore intorno a me e dentro di me. Mi guardavo incredula in tutti gli specchi e in tutte le vetrine di Salisburgo!

La spinta a imparare come si fa l’ho avuta la sera dopo, quando mi sono avvicinata al ragazzo cui “ieri” avevo sorriso, e mi sono accorta che non ero più bella, perchè ero una testa di cazzo così grande da essermi di nuovo conciata come una cretina.

E da lì è iniziato tutto. Le fotografie erano una conferma di essermi preparata bene per uscire.
E’ poi in seguito che ci ho messo un sacco di passione e le ho mescolate con l’amore per la recitazione e le ho fatte diventare una cosa a se stante.
Ma ancora oggi, per tirarmi su, niente è meglio di un bel selfie!

E il nome di questo benefattore neanche lo ricordo più, lui neanche si sarà reso conto di avermi fatto tutto questo bene.
L’ho ancora incontrato per puro caso, a una serata, e gli ho fatto un sorriso grande come una casa in uno dei miei primi outfit abbinati con attenzione, sperando che capisse di aver fatto un buon lavoro con me.
Poi chissà che fine ha fatto, ma ovunque sia io gli auguro ogni bene.

Io devo dire che molto spesso la nerd timida esce ancora, e che convive in maniera molto forte con la donna. Io mi arrabbio un po’ con lei, ma in generale è anche vero che non la rifiuto.
Perchè ho scoperto che la mia brama di leggere e interessarmi a tutte le arti non è un rifugio, bensì la mia più grande passione, che triplica i battiti del mio cuore.
Quindi quella sfigatella lì, qualcosa in zucca ce l’ha!
Questa è la didascalia su Facebook che ho scritto un giorno che ne ho parlato

Il primo set che hai fatto come è stato?
Il primo “set” è stato con una mia amica nel bosco intorno a casa dei miei. Abbiamo cercato di fare delle foto in stile gothic, con la neve. Mi sono sentita bene, come se confluissero energie positive fra me e il mondo, come se fossi stata fatta apposta per essere li!
Oltretutto ero soddisfatta, perché la mia migliore amica di allora si faceva spesso scattare belle fotografie, sempre gothic, dal suo ragazzo, e da tempo desideravo provare a farmene fare qualcuna anche io. ❤️😂
Da lì poi quali generi hai fatto in ordine – Mellano: Delle foto in stile hippy con mia sorella, abbiamo provato a ricreare la storia di un clochard, poi ho conosciuto il mio primo “fotografo con lo studio”, un grande artista che purtroppo ci ha lasciati troppo presto. Con lui ho avuto il mio primo set di nudo, dal sapore un po’ retrò e un po’ da lolita.
Lui mi ha insegnato molto di quel che so oggi sul posare, e mi ha fatto scoprire quanto mi piaccia anche realizzare scatti in stile Pinup.

Cosa intendi per lolita?                                                                                                                                                Mi ha fatto indossare un corpetto e delle calze, e ha ricreato una luce in modo tale da creare atmosfere di parecchi decenni fa, ma io portavo i codini e/o esprimevo un’aria fanciullesca

Quali sono i set che fai?                                                                                                                                              Io Io parto dal nudo, ma mi rendo disponibile per il ritratto beauty o per qualsiasi tipo di storia raccontata

Nudo integrale o esplicito?
Mi piace che le mie foto sembrino narrare una trama

In quelle di nudo cosa narrano?
La risposta non è che cosa narri una foto di nudo o non di nudo, nel senso che noi diamo troppa importanza alla presenza o meno dei vestiti. Ognuno utilizza il mezzo che preferisce per comunicare, io vedo il nudo semplicemente come uno strumento uguale agli altri. A me non fa assolutamente nessuna differenza posare senza vestiti o con degli abiti da Pinup, con un gonnellone da zingara.
Inoltre spero che sbattendo in faccia a tutti proprio un fisico che per la società non è conforme, io faccia un’azione costruttiva verso un vivere più sano degli esseri umani. E spero che le persone, guardandomi, si sentano meno sbagliate.

Secondo te in un set ha più importanza la modella, il fotografo o entrambi?
Entrambi, perché ognuno ci mette del suo, e uno fornisce la sua impronta al lavoro dell’altra, e viceversa. Entrare in sintonia con la controparte è fondamentale per la riuscita di un.buon lavoro. Chi si comporta diversamente, è miope.

Attualmente quale genere ti da più soddisfazione quale riesce a esprimere di più il tuo IO
Tutti i generi esprimono il mio IO in qualche maniera, non potrei scegliere!

Da quando hai iniziato ad oggi ti trovi migliorata? Più sciolta?
Si, assolutamente, e sono più tranquilla rispetto all’impressione che posso dare al fotografo. Per molto tempo, mi sono fatta delle paranoie assurde, di non piacere

Paranoie di che tipo?
Di non essere una “brava modella”

Cosa miglioreresti in questo mondo?
Vorrei che il mondo fosse meno crudele con chi è “diverso”

Ti reputi “diversa”?
Anche, ma il mio discorso parte dal disabile, dallo straniero…le persone trans, omosessuali, le donne, chi ha un’estetica non conforme come noi tatuati o le persone curvy

Il nostro corpo è una tela e i tatuaggi i disegni dei pittori come nasce l’idea di riempire questo foglio?
Allora…
Ho iniziato con una ciliegina sulla coscia,in stile Pinup. La cosa comica è che non volevo tatuarmi troppo, per non essere “eccessiva”.
In seguito, le mie idee a riguardo si sono evolute. Ho scoperto che, tatuandomi determinate parti del corpo, riuscivo a farmele piacere di più.
Oltretutto adoro l’idea di portare le cose che mi piacciono, le mie idee, la mia storia, le cose che mi rappresentano…la mia anima, sulla mia pelle.

Quindi ogni tatuaggio rappresenta qualcosa di te

Secondo te i social posso aiutare?
Si, io lavoro solamente grazie ai contatti presi sui social, oltretutto la.rete dà visibilità a molte modelle e modelli diversi

Dove ti può seguire La gente?
www.instagram.com/draghettona_inkedandcurvy
Oppure il mio Facebook: Sara Mellano


Cosa vuoi consigliare a chi vorrebbe iniziare a fare la fotomodella?                                                                      Di essere sempre umili, di non iniziare a fare la vip e chiedere soldi dopo due mesi che posano, e di essere solidali con le loro colleghe, perché stabilendo un dialogo con loro puoi avere informazioni utilissime ed evitare, in alcuni casi, dei malintenzionati, perché fra noi ci possiamo passare dei feedback e dare supporto.

Io ti ringrazio per il tempo concesso e spero che l’intervista sia stata di tuo gradimento                              Grazie a te ❤️