Siamo entusiasti di presentare Sara, conosciuta nel mondo del cosplay come Haruka, che porta con sé un’esperienza decennale come cosplayer e un’incredibile abilità come wigmaker. Ti stai chiedendo cosa significano questi termini? Nessun problema, l’intervista che segue è la tua occasione per scoprire il mondo affascinante del cosplay, una forma d’arte che sta conquistando sempre più appassionati.

Durante la nostra conversazione approfondita con Sara, scoprirete come si è avvicinata per la prima volta al cosplay, l’arte di trasformarsi in un personaggio di un film, di un fumetto o di un videogioco, realizzando con cura il costume in ogni dettaglio. Conosceremo il processo che sta dietro alla creazione delle parrucche artistiche, o wigs, fondamentali per rendere al meglio l’aspetto del personaggio scelto.

Sara condividerà con noi la sua passione, le sfide che ha incontrato e superato, e ci regalerà preziosi consigli per chi vuole iniziare questo percorso o perfezionare la propria abilità nel cosplay e nella wig-making. La sua intervista non è solo una finestra su un hobby, ma uno sguardo all’interno di una vera e propria forma d’arte e di espressione personale che unisce creatività, manualità e passione.

Preparati a immergerti in un mondo di fantasia e creatività, dove la realtà quotidiana si intreccia con l’immaginazione e dove personaggi fantastici prendono vita attraverso il talento e la dedizione di artisti come Sara. Buona lettura!

Presentazione

Ciao a tutti! Mi chiamo Sara, ma il mio nome d’arte è Haruka. Sono una cosplayer da quasi 10 anni ed una wigmaker provetta. Sin da piccola ho sempre avuto la passione per i travestimenti e le parrucche; da appassionata del mondo geek, quando ho scoperto questa forma d’arte ho visto nel cosplay la giusta definizione o evoluzione di quello che mi ha da sempre appassionato. Durante la mia prima convention sapevo poco e nulla di cosplay, se non che “ti travesti da un personaggio che ti piace”, non sapevo nulla né di tecniche, né di tantissime altre cose che fanno parte ormai della mia quotidianità da cosplayer, infatti il mio primo cosplay era molto arrangiato sebbene avessi comunque provato a renderlo il più fedele possibile all’originale. Ho trovato molto interessante iniziare in modo innocente e poi apprendere e scoprire man mano sempre più cose, facendo anche esperimenti a livello di crafting seguendo “cosa pensavo potesse funzionare”. Ho trovato questa cosa interessante perché adoro i level up ed osservare come qualcosa o qualcuno può crescere, migliorare, evolversi.

Raccontaci di te

Come nasce il tuo nome d’arte?

Il mio nome d’arte “Haruka” nasce nel 2017 durante l’ascolto di una canzone di Yuriko Tiger in collaborazione con Samurai Apartment e dopo la lettura del testo dello stesso. Ho sentito questo nome “mio” da quel momento e non è mai cambiato.

1. Come è nata la tua passione per il cosplay e quale personaggio ti ha ispirato per la prima volta?

La mia passione per i cosplay è nata in maniera casuale. Sin da bambina adoravo il travestimento, infatti carnevale era uno dei miei eventi preferiti. Anche all’infuori di esso mi vestivo in casa inventandomi anche personaggi originali, questo perché ho sempre adorato inventare storie e annessi personaggi. Inoltre ho anche sempre avuto una passione per le parrucche, avevo forse 7 o 8 anni quando ho ricevuto la mia prima parrucca: era biondo platino, liscia con la frangetta. Ho scoperto il cosplay casualmente, conoscevo le convention, ma non avevo effettivamente idea di cosa esse fossero, poi ho compreso e venuta a conoscenza di un evento alla prima edizione nella mia provincia ho deciso di andarci e improvvisare un cosplay quasi totalmente ignorante, come narrato prima. Il mio primo cosplay è stata una versione di Daenerys Targaryen dalla terza stagione, improvvisato in una settimana, questo perché in quel periodo stavo recuperando la serie, parliamo di dieci anni fa. 

Per concludere, non credo ci sia un momento specifico in cui la passione per il cosplay è nata, in qualche modo ha sempre fatto parte di me, ma si è evoluta con la crescita e la scoperta di cose che giustamente, essendo altri tempi ed essendo piccola, non conoscevo.

2. Puoi raccontarci il processo creativo dietro uno dei tuoi costumi più complessi o significativi?

Premetto che non sono affatto brava a cucire, sebbene voglia davvero imparare, infatti sono capace solo di piccole riparazioni o di realizzare cosplay semplici sartorialmente parlando, come ad esempio A2, primo cosplay realizzato completamente da sola a livello di sartoria. 

Il processo creativo dunque varia da personaggio a personaggio, da necessità a necessità. Faccio un esempio con Jinx da League OF Legends versione Arcane, uno dei miei ultimi cosplay (non proprio, ma gli ultimi aggiornamenti risalgono a maggio 2023) che, sebbene non sia tanto evidente, ha tanto lavoro personale.

Parte sartoriale: Ho comprato una base molto buona, essendo io minuta non esistono mai taglie che mi vadano bene, tutti i costumi mi cadono larghi a priori. Dunque il costume è stato totalmente rimodellato in base alle mie necessità fisiche e di altezza. I pantaloni ad esempio sono stati tagliati e stretti tantissimo.

Scarpe: Per le scarpe ho acquistato degli anfibi alti, ho realizzato il cartamodello delle varie applicazioni in foam di 2mm, dipinto gli occhielli, tagliato le scarpe dove necessario per farle della lunghezza giusta, sostituito i lacci, dipinta la suola delle scarpe con varie tonalità di acrilico e poi realizzato le varie applicazioni in foam e incollate.

Props: Assieme al costume ovviamente sono arrivati piccoli props, sia per la parrucca che per cinta e cinghie. Dato che alcune cose erano brutte o sbagliate, dove era possibile scucire l’ho fatto creando anche in questo caso applicazioni ed accessori in foam da 2mm, poi altri pezzi che andavano bene come una stampa 3D sono state semplicemente ridipinte e invecchiate

Parrucca: Non sono molto soddisfatta di essa, ma ci ho provato. Ho utilizzato ben due parrucche da 1.50 m. Ho voluto sperimentare una tecnica per me nuova per la realizzazione dell’attaccatura. Se avessi avuto più tempo probabilmente questa parte sarebbe uscita meglio. Poi tutta la parrucca è stata crimpata con la piastra frisé, ma anche cotonata a mano. Ho realizzato gli spiky per il ciuffo e poi ho realizzato le trecce alla quale ho aggiunto alla fine una “prolunga” per raggiungere la lunghezza canonica di Jinx. Finito il lavoro ho inserito i vari “tubi” fatti in foam di 2mm e anche due bulloni, sempre fatti in foam, ma questa volta più spesso e realizzati dal mio amico Droib, poiché non avevo il materiale necessario. 

Trucco: Realizzare il trucco di arcane è complesso, mi occupa intere ore ed ore poiché ha bisogno di un contouring marcato, inoltre mi occupo io stessa di disegnare TUTTI i numerosi tatuaggi utilizzando eyeliner, ombretti e un po’ di aquacolor.

3. Qual è stata la tua prima esperienza in una fiera di cosplay e cosa ricordi di più di quella giornata?

La mia prima esperienza è stata letteralmente randomica, non sapevo esattamente cosa aspettarmi. Sebbene non avessi indossato un costume top porto con me dei ricordi incredibili. Non stavo vivendo un periodo bello della mia vita, per la prima volta ero riuscita a distrarmi da pensieri e preoccupazioni. Ricordo con grande affetto le centinaia di persone che mi hanno fermata, facendo complimenti e scattando altrettanto centinaia di foto. Per me era tutto nuovo, mi sentivo apprezzata dopo anche anni di derisioni, ero davvero felice e questo è tutto ciò che conta dopotutto: tornare felici da un evento o esperienza. Mi rende felice anche il fatto che alcune persone mi seguano ancora da allora…loro hanno letteralmente vissuto la mia nascita nelle fiere ed anche la mia evoluzione. Penso sia un qualcosa di incredibile. 

4. Hai qualche aneddoto divertente o interessante legato alle tue partecipazioni a fiere di cosplay?

In dieci anni sono successe cosi tante cose che purtroppo alcuni aneddoti li avrò anche rimossi dalla mia mente! Uno degli aneddoti più vecchi è come per anni la gente mi si inginocchiasse anche a caso, poiché vestivo i panni di Daenerys! A volte era davvero così randomico che mi coglievano “impreparata”! 

Forse un aneddoto divertente che è successo varie volte nel corso di questi anni, soprattutto durante eventi fuori dalla mia regione, è quando senza alcuna ragione logica vengo scambiata per altre cosplayer conosciute: a volte per piccoli tratti simili (a detta di loro) o semplicemente perché casualmente si indossa lo stesso cosplay.

Durante uno dei miei ultimi Romics vi era un ragazzo che mi avrà chiesto almeno cinque volte se fossi una determinata cosplayer ed io tutte e cinque le volte gli ho giustamente detto di no; il caso aveva semplicemente voluto che stessimo indossando lo stesso personaggio lo stesso giorno. Io e questa ragazza ci conosciamo e di fatti poi è successo che ci siamo incontrate e chiacchierato assieme, mentre stavamo parlando questo ragazzo è tornato, ci ha viste assieme ed era palesemente spaesatissimo, buggato. Alla fine ha posto la domanda “Ma sei x?”, ancora oggi iconica per tutti i miei amici, alla persona giusta ed è finita in modo felice. 

Ancora oggi mi domando cosa sarebbe successo se ironicamente gli avessi risposto di sì dopo l’ennesima stessa domanda nel giro di 10 minuti…

5. Quali sono le sfide che affronti durante la creazione di un nuovo costume e come le superi? 

Le sfide son sempre le stesse: sperare che le taglie non siano troppo un disastro, sistemare dove posso, creare gli accessori necessari (scarpe, gioielli, dettagli, …) e poi uno studio su come creare una parrucca adatta in base a mio gusto e forma del mio viso. Non escono mai bene le cose al primo colpo, ogni volta avvengono sempre piccoli level up che sia dal riacconciare la parrucca, cambiare trucco, aggiungere nuovi dettagli o eventuali armi… L’unico modo per superarle è con la pazienza e il confronto. 

6. C’è un personaggio che sogni di interpretare e che non hai ancora avuto l’opportunità di realizzare? 

Attualmente sto bramando l’uscita di Colombina da Genshin Impact in modo ufficiale. Questo personaggio è apparso in un trailer nel 2021, ma non indossa l’abito che avrà in game, ma solo un cappotto così come tutti i suoi compagni. Sto attendendo la sua presentazione ufficiale in game (dove vedrò ufficialmente il suo costume) da allora e da allora è nel mio cosplan; spero che il 2024 sia l’anno buono così da poterla portare a termine nel 2025. Ho molti progetti fotografici in mente e non vedo l’ora di realizzarli, alcuni sono anche in versioni non canoniche, ma prima di fare qualsiasi cosa voglio aspettare anche la sua lore.

7. Come bilanci la tua vita quotidiana con la passione per il cosplay? Ha influenze nella tua vita di tutti i giorni? 

Per fortuna sono una persona molto organizzata, dunque mi dedico ai cosplay e a tutto ciò che devo fare per le convention in maniera equilibrata. Ad esempio attualmente ho messo da parte i cosplay (intendo il processo creativo) perché mi sto concentrando su cose più importanti della quale ho anche una scadenza. Da marzo potrò tornare a dedicarmi a ciò che amo nel modo adeguato.

8. Quali sono i tuoi social media preferiti per condividere i tuoi progetti di cosplay e interagire con la community?

Anni fa usavo molto i gruppi su Facebook, attualmente invece condivido moltissimo su Instagram, ma anche su TikTok, mentre per lavori strettamente ristretti ai prodotti marchiati Hoyoverse (comwe Genshin Imapct) condivido molte cose inaderenti su HoyoLab, app creata appositamente per i fan dei loro titoli. 

Poi ho anche Ko-fi con vari livelli di membership, lì condivido nel feed contenuti esclusivi ed anticipazioni disponibili sono da un certo tier.

https://linktr.ee/sarafasano Qui potete trovarli tutti.

9. Hai mai partecipato a competizioni di cosplay? Raccontaci la tua esperienza e le emozioni che hai provato.

Ho partecipato a vari contest sia sul palco che fotografici. Per quanto riguarda i contest su palco ho partecipato per anni solo a quelli della mia regione: ogni volta dietro una scenetta (ho partecipato sempre in gruppo e raramente sola) passavo intere giornate a organizzare tutto, dalla traccia audio ai vari movimenti sul palco. Prima di ogni esibizione ho sempre provato tantissima ansia, alcuni miei amici leggevano il panico nei miei occhi MENTRE ci stavamo esibendo. 

Nonostante ciò ci provavo lo stesso e facevo anche bene, perché alla fine l’ansia si tramutava in gioia immensa, questo perché spesso ci è capitato di vincere. Mi sento davvero orgogliosa. 

Attualmente non partecipo più a contest (tranne fotografici se mi sento ispirata), perché voglio godermi le fiere tranquilla, passare il tempo a rilassarmi senza pensieri. Oppure non ne ho proprio modo perché negli eventi locali possiedo spesso uno stand personale assieme ad altri amici e membri di un’organizzazione, dunque non vi è modo o talvolta mi capita di essere direttamente in giuria.

10. Qual è il feedback più memorabile che hai ricevuto per uno dei tuoi costumi?

Uno dei tanti commenti che mi fa piacere leggere e/o sentire è quando mi dicono che “quando immaginavano personaggio x lo immaginavano esattamente come l’ho realizzato io”

11. Come vedi l’evoluzione del mondo del cosplay nel corso degli anni e quali sono le tendenze attuali?

Il mondo del cosplay è in grandissima evoluzione, questo grazie sia alle nuove tecniche e scoperte tecnologiche implementate negli anni nel cosplay, ma anche ai social media che hanno contribuito a far conoscere meglio e diffondere questa passione, che può essere ormai una professione a tutto tondo.

12. Hai consigli per chi sta iniziando nel mondo del cosplay e vorrebbe condividere la propria passione sui social media?

Tutti siamo validi a priori, tutti iniziano da qualcosa e la viviamo anche in modo differente in base a situazioni e possibilità. Il cosplay va vissuto in primis come un qualcosa per condividere la propria passione, per stare bene con se stessi e con gli amici, passando momenti spensierati. Se poi succede anche il passo in più, cioè di essere conosciuti e avere occasioni lavorative ben venga. Ma i social e numeri non sono tutto. Se una persona ha 100 mi piace o 50 non significa che non è valido rispetto ad una che ne ha 10000, i numeri non contano, conta solo la propria felicità, passione. Se si notano malesseri dovuti al “non riuscire a essere popolari”, “non avere tanti like e non crescere” fermatevi seriamente e prendetevi del tempo per voi stessi. Non siete un numero e il vostro valore non è dato da esso. Dovete sentirvi soddisfatti perché VOI siete soddisfatti del lavoro che state facendo, non perché ve lo dicono 1000 persone. Certo, i commenti positivi fanno sempre piacere e aiutano a spronare, ma non deve essere l’unica cosa o la cosa principale. Spero di aver espresso bene il concetto, è sempre per me molto complicato spiegare in modo appropriato questa cosa, ho paura di essere fraintesa!

Io ti ringrazio per il tempo concesso e spero che l’intervista sia stata di tuo gradimento.

io ringrazio te è stato un piacere.

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